Jahrhunderts im Vergleich - Culture della memoria del Novecento a confronto, Italiani di Dalmazia. Il più noto fra gli irredentisti istriani fu Nazario Sauro, tenente di vascello della Regia Marina nel primo conflitto mondiale giustiziato dall'Austria-Ungheria: solo nel 1918 l'Istria fu "redenta" (ossia unita alla madre patria). Fra le vittime si ricordano alcuni esponenti politici locali di riferimento del CLN: Licurgo Olivi del Partito Socialista Italiano e Augusto Sverzutti del Partito d'Azione, riguardo al quale non si sa ancora la data dell'uccisione e se il suo cadavere sia stato infoibato[71]. Sulla base di esse si è affermò infatti che l'utilizzo delle foibe, per eliminare le vittime di stragi, fosse di "ideazione fascista". Nello Stato Indipendente di Croazia, il regime ustascia scatenò una feroce pulizia etnica nei confronti dei serbi, nonché di zingari ed ebrei, simboleggiata dall'istituzione del campo di concentramento di Jasenovac, e contro il regime e gli occupanti presero le armi i partigiani di Tito, plurietnici e comunisti, e i cetnici, nazionalisti monarchici a prevalenza serba[56], i quali perpetrarono a loro volta crimini contro la popolazione civile croata che appoggiava il regime ustascia e si combatterono reciprocamente. I quaranta giorni dell'orrore rosso. La distinzione non è casuale. Ma a questo punto accadde il prodigio: il proiettile anziché ferirmi spezzò il filo di ferro che teneva legata la pietra, cosicché, quando mi gettai nella foiba, il masso era rotolato lontano da me. Nell'ambito della caccia agli esponenti politici italiani vennero uccisi, fra gli altri, gli ex podestà Carlo Colussi (in carica dal 1934 al 1938, venne eliminato con la moglie Nerina Copetti) e Gino Sirola (podestà dal 1943 al 1945). PuntuRe Antifascismo mitologico in affanno, tra il dottorato di Liliana Segre e il discorso di Mattarella sulle foibe. Quel che si può dire di certo è che si consumò - nel modo più evidente con la disumana ferocia delle foibe - una delle barbarie del secolo scorso. Le autorità militari avevano il mandato di ristabilire la legittimità della nuova situazione creatasi con operazioni militari di occupazione. |Back to school|Date maturità|Ammissione|Prima prova| Tracce|. . Emigrazione dovuta a varie ragioni: dall'oppressione esercitata da un regime la cui natura totalitaria impediva anche la libera espressione dell'identità nazionale, al rigetto dei mutamenti nell'egemonia nazionale e sociale nell'area, nonché alla vicinanza dell'Italia, che costituì un fattore oggettivo di attrazione per popolazioni perseguitate ed impaurite nonostante il governo italiano si fosse a più riprese adoperato per fermare, o quantomeno contenere, l'esodo[14]. Infatti poco dopo fummo condotti in sei, legati insieme con un unico filo di ferro, oltre a quello che ci teneva avvinte le mani dietro la schiena, in direzione di Arsia. I casi di alcune donne infoibate sono legati a fatti particolari, vendette personali, che non possono essere attribuiti al Movimento di liberazione. L'ultima fase migratoria ebbe luogo dopo il 1954 allorché il Memorandum di Londra assegnò definitivamente la zona A del Territorio Libero di Trieste all'Italia, e la zona B alla Jugoslavia. Tale epurazione nella Venezia Giulia combinava, in modo inscindibile, obiettivi di rivalsa nazionale e di affermazione ideologica, nonché di riscatto sociale, e voleva eliminare tutti i potenziali oppositori (reali o meno) del disegno politico di Tito. Tali tesi hanno conservato a lungo una grande influenza sull'opinione pubblica, dovuta assai più alle loro implicazioni politiche, che non alla loro correttezza storica. Foiba di Ruchin, nei pressi di Aidussina. Con la fine della guerra fredda, nei primi anni novanta, il tema delle foibe tornò a riscuotere anche l'interesse dei mass media. Sono queste le tesi "militanti", ossia finalizzate a mettere polemicamente in crisi l'avversario politico[126]. Abisso Bertarelli, comune di Pinguente in Istria. Tuttavia è ben noto fra gli storici, che coloro che morirono nelle foibe furono una minima parte del totale. In possesso di queste informazioni il Governo De Gasperi, nel maggio 1945, chiese ragione a Tito di 2.500 morti e 7.500 scomparsi nella Venezia Giulia. In merito al film "Il cuore nel pozzo” ... Alle radici dell'odio tragedie incomparabili sull'orlo di una foiba Alle radici dell'odio tragedie incomparabili sull'orlo di una foiba, Campo sportivo "Martiri delle foibe"? Perché tra le vittime italiane di un odio, comunque intollerabile, che era insieme ideologico, etnico e sociale, vi furono molte persone che nulla avevano a che fare con i fascisti e le loro persecuzioni. Ma mancano un sacco di voci. La politica di collaborazione con i serbi locali, inaugurata dallo zaratino Ghiglianovich e dal raguseo Giovanni Avoscani, permise poi agli italiani la conquista dell'amministrazione comunale di Ragusa nel 1899. I gerarchi, i briganti neri, i profittatori che hanno trovato rifugio nelle città e vi sperperano le ricchezze rapinate e forniscono reclute alla delinquenza comune, non meritano davvero la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci pane e spazio che sono già così scarsi.[163]». Vi fu dunque un moto di odio e di furia sanguinaria, e un disegno annessionistico slavo, che prevalse innanzitutto nel Trattato di pace del 1947, e che assunse i sinistri contorni di una “pulizia etnica”. Spesso le fabbriche furono occupate e gestite sul modello dei Soviet, sorti dalla Rivoluzione russa. In base al trattato di Rapallo 356 000 sudditi dell'Impero austro-ungarico di lingua italiana ottennero la cittadinanza italiana, mentre circa 15 000 di essi rimasero in territori assegnati al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. In alcuni casi, com'è stato possibile documentare, furono infoibate persone non colpite o solo ferite[110]. Si stima che le vittime in Venezia Giulia, nel Quarnaro e nella Dalmazia siano state, sempre secondo gli storici Pupo e Spazzali, tra le 3 000 e le 5 000, comprese le salme recuperate e quelle stimate nonché i morti nei campi di concentramento jugoslavi,[4][12][13] mentre alcune fonti fanno salire questo numero fino a 11 000[5]. Il volume del Grande Dizionario Enciclopedico UTET contenente il lemma Fòiba, edito nel 1968, si limita alla mera definizione geologica senza alcuna menzione dei massacri[131]. TEMA STORICO SULLE FOIBE - Ecco il discorso dell'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano pronunciato in occasione del Giorno del Ricordo del 10 febbraio 2007:. Le vittime furono non solo rappresentanti del regime fascista e dello Stato italiano, oppositori politici, ma anche semplici personaggi in vista della comunità italiana e potenziali nemici del futuro Stato comunista jugoslavo che s'intendeva creare[59]. La questione dei confini fu infine risolta con i trattati di Saint Germain e di Rapallo. Dopo tale fase storica in Dalmazia nacquero due movimenti a carattere nazionalista, quello italiano e quello slavo. Nel 2020 lo storico Raoul Pupo ha quantificato fra 3 000 e 5 000 il numero dei morti[104]. La propaganda fascista diede ampio risalto a questi ritrovamenti, che suscitarono una forte impressione. Questo aspetto era particolarmente importante a Gorizia e Trieste, della cui annessione gli Jugoslavi non erano certi. Il trattato fu un passo molto gradito alla NATO, che valutava particolarmente importante la stabilità internazionale della Jugoslavia. Come svolgimento del tema storico della prova abbiamo scelto il discorso del Presidente della Repubblica in occasione della celebrazione del Giorno del Ricordo, pronunciato al Quirinale il 10 febbraio 2007. Sulle Foibe un giorno per tutti i ricordi. Negli anni cinquanta, a causa delle tensioni dovute alla questione triestina, tali versioni si consolidarono presso le forze politiche e la pubblica opinione, fino a diventare una sorta di "verità acquisita". Foiba di Sella di Monte Santo, vicino a Gorizia. Dal censimento jugoslavo del 1971 in Istria e nel Quarnaro erano rimasti 17.516 italiani su un totale di 432.136 abitanti. Uno di noi, mezzo istupidito per le sevizie subite, si gettò urlando nel vuoto, di propria iniziativa. Eliminazione fisica dell'oppositore e nemico (di forze armate giudicate collaborazioniste) e, insieme, intimidazione e, col giustizialismo sommario, coinvolgimento nella formazione violenta di un nuovo potere.». Simili repressioni furono, inoltre, caratteristiche dell'ascesa al potere di gran parte dei regimi comunisti del periodo (che all'epoca coincidevano con lo stalinisimo), fatto che ha spesso portato a presentare le foibe come un "crimine del comunismo". Su tutti, comunque, pesava la grave colpa di essere italiani.» (da "L'esodo - La tragedia negata degli italiani d'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia", di Arrigo Petacco - op.cit. 4 giugno 1966, n. 332, testo disponibile dal sito della Corte Suprema di Cassazione all'indirizzo: A tal proposito sono stati scritti libri di denuncia, come "Italiani senza onore. Mi sono riascoltato tutto il discorso di ieri alla Camera per il giorno del ricordo sulle foibe. Per quanto riguarda il supposto aspetto "vendicativo"[92], essendo i fascisti e i loro fiancheggiatori in gran parte italiani (sia pure non in numero superiore rispetto ad altre regioni italiane), e opponendosi essenzialmente gli italiani all'annessione alla Jugoslavia, soprattutto a livello locale fu frequentemente sostenuta l'equiparazione degli italiani ai fascisti[93]. In questa analisi non vanno trascurate anche le azioni criminali di semplici delinquenti, che approfittarono della confusione e della temporanea assenza di forze di polizia, preposte al mantenimento dell'ordine pubblico, per compiere azioni criminali e azioni di violenza gratuita[82]. . Tra storia e mito", ha commentato: "La ricostruzione di Cernigoi, sebbene volta a contrastare letture tendenziose, cede anch'essa a omissioni e imprecisioni, soprattutto quando nega che tra gli infoibati e gli scomparsi vi fossero avversari politici e nazionali"[182]. In generale però cifre superiori alle 5 000 si raggiungono soltanto conteggiando anche i caduti che si ebbero da parte italiana nella lotta antipartigiana[13]. Fu allora che il termine "foibe" cominciò ad essere associato agli eccidi, fino a diventarne sinonimo (anche quando compiuti in maniera diversa). Uno dei momenti più significativi sul territorio italiano fu la battaglia di Gorizia combattuta fra i giorni 11 e 26 settembre 1943 tra l'esercito tedesco e la Brigata Proletaria, un raggruppamento partigiano forte di circa 1500 uomini, costituito in massima parte da operai dei Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Monfalcone e rafforzato da un consistente gruppo di partigiani sloveni. Le classi dominanti (aristocrazia e borghesia) erano dovunque di lingua e cultura italiana, anche qualora di origine slava. L'impulso primo della repressione partì da un movimento rivoluzionario che si stava trasformando in regime, convertendo quindi in violenza di Stato l'animosità nazionale e ideologica diffusa nei quadri partigiani.». Alla fine dell'ottobre 1944 anche l'esercito tedesco e la maggior parte dell'amministrazione civile italiana abbandonarono la città. Allo stesso modo, gli jugoslavi entrarono in forze nella Carinzia austriaca, già oggetto di rivendicazioni al termine della Prima guerra mondiale. La trasmissione ebbe una vasta audience[137], ma suscitò numerose polemiche per la grossolana approssimazione con cui veniva trattato il contesto storico della vicenda[138]. Pertanto l'ipotesi più plausibile per spiegare gli eccidi delle foibe è stata quella dell'"epurazione preventiva"[134]. p.371. Regio decreto-legge del 3 maggio 1941, n. 291 (istituzione della Provincia di Lubiana: "ART. L'innovazione fu che, a riprova di un effettivo utilizzo delle foibe da parte fascista, Scotti citò una lettera, a firma di Raffaello Camerini, pubblicata sul quotidiano triestino Il Piccolo nel 2001, dove si riferisce di supposti eccidi compiuti dai fascisti e dell'occultamento dei cadaveri delle vittime in alcune foibe. Claudia Cernigoi ha reagito molto duramente a tale accusa, con due articoli apparsi sulla rivista on-line La Nuova Alabarda, da lei diretta, a marzo del 2003[178] e a febbraio del 2007[179], nei quali ha affermato di ritenere «inesatta e fuorviante, oltreché offensiva, questa definizione» e ribadendo che - a suo dire - sulle foibe sarebbe stata artatamente creata una «mitologia (...) a scopi politici», «a scopo anticomunista, antipartigiano e soprattutto in funzione razzista contro i popoli della ex Jugoslavia (...)», augurandosi nel contempo che in Italia non si fosse «già arrivati al fascismo completo». ), pagg. «No, furono un prodotto del fascismo», da, Le stragi del secondo dopoguerra nei territori amministrati dall'esercito partigiano jugoslavo, Relazione della Commissione storico-culturale italo-slovena; Periodo 1941 - 1945. Conquistando, doverosamente, la dignità della memoria. La presenza di volontà organizzata non è dubbia. Home News Antifascismo mitologico in affanno, tra il dottorato di Liliana Segre e il discorso di Mattarella sulle foibe. In una lettera aperta di marzo 2010, la stessa Cernigoi si è lamentata del fatto che «da un po' di tempo (...) gli studiosi Claudia Cernigoi (che scrive), Sandi Volk e Alessandra Kersevan (che è anche titolare della casa editrice Kappa Vu di Udine) sono accusati di essere dei “negazionisti delle foibe”, dove va considerato che il termine di “negazionista” è genericamente usato, in ambito storico, per definire in senso negativo gli studiosi e i propagandisti che cercano di dimostrare che non vi fu una politica di sterminio nazista nei confronti del popolo ebraico. In realtà la maggior parte delle vittime, considerate come "infoibate", vennero uccise o morirono di stenti o malattia nei campi di concentramento jugoslavi. Anche su iniziativa degli ex comunisti[136], si pose l'attenzione su questi episodi, che iniziarono a essere ufficialmente ricordati. Claudia Cernigoi è stata in seguito definita "negazionista" anche dallo storico tedesco Rolf Wörsdörfer[181]. FOIBE, DISCORSO PRESEDENTE GIORGIO NAPOLITANO - Una miriade di tragedie e di orrori; e una tragedia collettiva, quella dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati, quella dunque di un intero popolo. Angelo del Boca, Italiani, brava gente?, pagina 236, Vicenza 2005, L'Italia in guerra e il Governatorato di Dalmazia, Fondo Gasparotto presso Fondazione ISEC (Istituto per la Storia dell'Età Contemporanea, Sesto S.Giovanni, Mi); War Crimes Commission ONU, Crowcass (Central register of war criminals and security sospects) presso Wiener Library, Londra rintracciato dalla storica Caterina Abbati; BBC, Fascist legacy, Londra 1990. All'entrata in vigore del trattato (15 settembre 1947) corse addirittura voce che le truppe jugoslave della zona B avrebbero occupato Trieste. Il 13 settembre 1943, a Pisino venne proclamata unilateralmente l'annessione dell'Istria alla Croazia, da parte del Consiglio di liberazione popolare per l'Istria[58]. Foibe, l’orrore non può essere giustificato, Dalla Slovenia (via Einaudi) un altro falso storico sulle foibe, Cobol italianizzò successivamente il proprio cognome in "Cobolli", aggiungendovi "Gigli", lo pseudonimo che utilizzò dopo il suo arruolamento nel Regio Esercito Italiano, Da osservare, di nuovo, che Cobolli si riferisce all'abisso noto come ", Intervento al convegno "La guerra è orrore - Le foibe tra fascismo, guerra e resistenza", Venezia, 13 dicembre 2003 (convegno organizzato da, Predrag Matvejević: le foibe e i crimini che le hanno precedute, In tale relazione si afferma che per i giuliani favorevoli all'Italia «l'occupazione jugoslava [fu] come il momento più buio della loro storia, anche perché essa si accompagnò nella zona di Trieste, nel goriziano e nel capodistriano ad un'ondata di violenza che trovò espressione nell'arresto di molte migliaia di persone, - in larga maggioranza italiane, ma anche slovene contrarie al progetto politico comunista jugoslavo -, parte delle quali vennero a più riprese rilasciate; in centinaia di esecuzioni sommarie immediate - le cui vittime vennero in genere gettate nelle "foibe"; nella deportazione di un gran numero di militari e civili, parte dei quali perì di stenti o venne liquidata nel corso dei trasferimenti, nelle carceri e nei campi di prigionia (fra i quali va ricordato quello di Borovnica), creati in diverse zone della Jugoslavia. Con questa similitudine si cerca pertanto di paragonare la nostra attività di ricerca storica a quella di altre persone che nulla di scientifico in ambito storico hanno prodotto ma si limitano ad arrampicarsi sugli specchi per dimostrare una propria teoria[180]». Di seguito il testo dell'intervento del Presidente della Repubblica alla cerimonia svoltasi al Quirinale il 9 febbraio, in occasione del "Giorno del ricordo", ricorrenza che si celebra oggi, 10 febbraio; istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, la ricorrenza vuole conservare e rinnovare «la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe… Istituto friulano per la storia del Movimento di liberazione. Il Giorno del ricordo, solennità civile nazionale italiana istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, è celebrata il 10 febbraio di ogni anno.. Nel già citato saggio del 2009, curato dallo storico italiano Jože Pirjevec, le tesi di Scotti sono citate (senza ulteriori approfondimenti) assieme alla testimonianza del Camerini[205], primo e unico caso nell'ambiente della ricerca storica. Nella parte finale della seconda guerra mondiale e durante il successivo dopoguerra ci fu la contesa sui territori della Venezia Giulia tra Italia e Jugoslavia, che è chiamata "questione giuliana" o "questione triestina". Fiume fu occupata[73] il 3 maggio dagli jugoslavi, che avviarono in breve tempo un'intensa campagna di epurazione. Tra gli irredenti oltreconfine che si arruolarono nel Regio Esercito, ci fu anche Antonio Bergamas, volontario di Gradisca d'Isonzo, comune friulano annesso al Regno d'Italia solo dopo la guerra, morto in combattimento senza che il suo corpo fosse stato mai ritrovato. partì oltre il 90% della popolazione etnicamente italiana, da altri (Buie, Umago e Rovigno) si desumono percentuali inferiori ma sempre molto elevate. Con la legge n°92 del 30 marzo 2004[209] in Italia è stato istituito, nella giornata del 10 febbraio di ogni anno, il "Giorno del ricordo", in memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata. ", Giorno del ricordo 2020: le storie degli esuli istriani e il treno della vergogna del 1947… Continua, Foibe: definizione e analisi e riassunto dei massacri avvenuti tra la Seconda guerra mondiale e il dopoguerra a Trieste, nell'Istria e in Dalmazia… Continua, Considerazioni sul dramma delle foibe, gli eccidi perpetrati ai danni di migliaia di cittadini italiani per motivi etnici e politici durante la Seconda guerra mondiale a Venezia Giulia e… Continua, Giorno della memoria: che cos'è? Ad un patriota capodistriano, il generale Vittorio Italico Zupelli, già distintosi nella Guerra italo-turca (1911-1912), fu addirittura affidato il "Ministero della guerra" italiano durante il primo conflitto mondiale. Per ora abbiamo Bleiburg e Foibe, non è che siamo messi bene.. Commissione storico-culturale italo-slovena. I massacri delle foibe (in sloveno poboji v fojbah, in croato masakri fojbe, in serbo: mасакри фоjбе masakri fojbe?) Fossa di Poggio Poggetto, nei pressi di Gorizia. Questa penosa circostanza pesò ancor più sulle spalle dei profughi» (ecco cosa sono le foibe e quando è stata istituito il Giorno del Ricordo del 10 febbraio). Nell'aprile del 1941 l'Italia partecipò all'attacco dell'Asse contro la Jugoslavia, la quale, dopo la resa dell'esercito, avvenuta il giorno 17[49], e l'inizio della politica di occupazione, fu smembrata e parte dei suoi territori furono annessi agli stati invasori. Questa norma venne fortemente avversata dai dalmati italiani, che vedevano in essa il definitivo riconoscimento di un ruolo subalterno dell'Italiano in Dalmazia[31]. Alcuni storici ritengono questa cifra solamente speculativa, in quanto le stime si basano solamente su calcoli volumetrici fatti sulle dimensioni della Foiba di Basovizza; secondo tali autori, le ricerche condotte non hanno confortato questa ipotesi: nel 1945 durante l'ispezione della foiba sono stati trovati detriti, carcasse di animali e alcuni resti di uniformi tedesche assieme ad alcuni corpi, mentre nel 1953 una compagnia che commerciava ferro fu autorizzata a recuperare le rimanenze di metallo nella foiba, dichiarando, alla fine dei lavori, di aver scavato fino in fondo senza incontrare resti umani[108][109]. Istria: le persecuzioni, le foibe, l'esilio, Metamorfosi etniche. Si veda per esempio il manifesto di Rifondazione Comunista sulla "Memoria delle Foibe" in cui si afferma che le foibe furono solo «l'eliminazione di decine di fascisti e collaborazionisti» assieme ad alcuni «eccessi e vendette personali». sedicesima edizione. Nel 1997 diversi parlamentari sollecitarono il governo affinché avanzasse richiesta di estradizione per alcuni degli imputati[217]. . È una disputa che vide il suo inizio con la fine della Prima Guerra mondiale, quando il confine tra It… La decisione venne adottata vent'anni fa e la tabella stradale fu collocata nel 1997. Ma esso è lo scenario, e il dramma che vi si svolse aveva sostanza politica. In realtà nel '45 le persone "infoibate" furono alcune decine, e per queste morti ci furono nei mesi successivi dei processi e delle condanne, da cui risultava che si era trattato in genere di vendette personali nei confronti di spie o ritenute tali. Questi episodi, pertanto, nel dibattito italiano non sono di solito considerati parte degli eccidi delle foibe[100], termine che si riferisce alle sole vittime di nazionalità italiana. 1943-1945, Il lungo esodo. L'8 settembre 1943, con l'armistizio tra Italia e Alleati, si verificò il collasso del Regio Esercito. I primi insediamenti di popolazioni slave, giunte a seguito degli Avari, risalgono al IX secolo (sia in Istria che in Dalmazia)[23]. Ad esempio per lo storico Elio Apih, il nesso fra le foibe e gli scritti di Cobolli è "suggestivo e non credibile" e tali scritti, anche se definibili come "cattiva letteratura" e testimonianza di una "ostilità scherzosa", non possono essere certo presentati, retrospettivamente, come un antefatto alle stragi[196]. Casera Prese, nei pressi di, Foiba di Bus della Spelonca, nei pressi di. Solo una parte della destra ha sostenuto le ragioni delle vittime, sia pure strumentalizzandole in funzione anticomunista ed esagerando il loro numero. In gran parte delle stragi che caratterizzarono la seconda guerra mondiale, difatti, insorse la necessità pratica di seppellire o occultare in fretta e con poca fatica le vittime. .». Le comunità ladine che popolavano l'area di Postumia, Idria e dell'alto Isonzo sono scomparse dal Rinascimento, assimilate dalle popolazioni slave. Gli agenti dell'OZNA deportarono 65 guardie di pubblica sicurezza e agenti della questura, 34 guardie di finanza e una decina di carabinieri; alcuni esponenti compromessi con il regime fascista furono invece uccisi sul posto[74]. Nasceva così il falso mito della "vendetta contro i fascisti", che viene tuttora perpetuato, in alcuni ambiti, anche in senso riduzionista: non si negano dei massacri ma si tende a ridimensionare il fenomeno. cit., pag. Anche l'Italia fu investita da un'ondata di tensioni sociali, con proteste, scioperi e agitazioni, che coinvolsero anche Trieste e la Venezia Giulia, oltre che la vicina Dalmazia (in gran parte sotto occupazione militare italiana). Gli italiani, con la 15ª Divisione fanteria "Bergamo" di stanza a Spalato e precedentemente impegnata per anni proprio nella lotta antipartigiana, in quel frangente appoggiarono in massima parte i partigiani e combatterono in condizioni psicologiche e materiali molto difficili contro le truppe germaniche, fra le quali la sopra citata Divisione "Prinz Eugen", nonostante l'atteggiamento aggressivo e poco collaborativo dei partigiani titini. Questa testimonianza, della primavera del 1945, fu pubblicata il 26 gennaio 1946 sul periodico della Democrazia Cristiana triestina La Prora e poi riportata integralmente e anonimamente nell'opuscolo Foibe, la tragedia dell'Istria, edito dal CLN dell'Istria[115]. Nel 1861, in occasione della proclamazione del Regno d'Italia, e nel 1866, dopo la terza guerra d'indipendenza, l'Istria non fu annessa all'Italia per svariate ragioni, a causa delle quali molti istriani si organizzarono al fine di ottenere questa unione, abbracciando l'irredentismo italiano. Gli esponenti dalmati più famosi che intervennero furono Niccolò Tommaseo e Federico Seismit-Doda[38]. Il Governo sloveno ha salutato con soddisfazione la pubblicazione della relazione I rapporti italo-sloveni dal 1880 al 1956[208], consegnata nel 2000 dalla Commissione mista storico-culturale italo-slovena, appositamente istituita nell'ottobre 1993 su iniziativa dei Ministri degli Esteri d'Italia e Slovenia. L'irredentismo italiano in Istria fu un movimento esistente tra gli istriani di etnia italiana che nell'Ottocento e Novecento promuoveva l'unione dell'Istria al Regno d'Italia[36]. cit. L'atto di resa fu firmato a Belgrado alla presenza del Ministro degli esteri Aleksandar Cincar-Marković e del generale Janković in rappresentanza della Jugoslavia, del generale Maximilian von Weichs per la Germania e del colonnello Bonfatti per l'Italia. Nella targa è riportato anche il fatto che Forlì è stata la prima città in Italia a denominare una "Via Martiri delle Foibe". Le tesi di Scotti, pur essendo diffuse in ambito giornalistico, non sono mai state validate in ambito storiografico. Fino all'Ottocento, in Venezia Giulia, nel Quarnaro e in Dalmazia, le popolazioni di lingua romanza e slava convissero pacificamente. La sua tomba divenne il sacello del Milite Ignoto, che, ancora oggi, rappresenta tutti i caduti e i dispersi in guerra italiani[38]. Riportiamo un interessante articolo intorno alle foibe sulle pagine dell’ “Internazionale”, una rivista pubblica ogni settimana il meglio dei giornali di tutto il mondo. E non bisogna mai smarrire consapevolezza di ciò nel valorizzare i tratti più nobili della nostra tradizione storica e nel consolidare i lineamenti di civiltà, di pace, di libertà, di tolleranza, di solidarietà della nuova Europa che stiamo da oltre cinquant’anni costruendo.